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Il blog di Lorenzo Mercurio
CULTURA
16 maggio 2012
La Notte dei Musei anche a Palermo... ma pochi lo sanno
Anche Palermo parteciperà all’edizione 2012 della Notte dei Musei, in programma il prossimo sabato 19 maggio. Oltre 3.000 musei in tutta Europa rimarranno aperti nelle ore notturne, così da mostrare le meraviglie in essi contenuti, solitamente ammirabili a pagamento e durante le ore diurne, con la fascinosa cornice delle ore finali della giornata. L’ingresso sarà totalmente gratuito.
Peccato davvero che ben pochi, in rete o tramite altri media, abbiano divulgato più di tanto la notizia, specialmente in merito ai musei siciliani in genere – per averne la prova basta fare una semplice ricerca su Google. Per quanto riguarda Palermo, solo dal sito ufficiale dell’evento apprendiamo che i luoghi aperti e visitabili fino alla mezzanotte di sabato saranno probabilmente in un numero inferiore rispetto a quelli che avrebbero di certo meritato di essere allo stesso modo inseriti tra i partecipanti. L’elenco preso in visione non è però completo poiché, a causa delle numerose adesioni pervenute all’ultimo momento in tutta Italia, l’organizzazione ha reputato necessario chiedere ai ‘ritardatari’ di far presente la propria partecipazione sulla pagina Facebook ufficiale della Notte dei Musei o su Twitter.
Nel Capoluogo siciliano saranno però certamente visitabili i seguenti luoghi:
Archivio Storico Comunale di Palermo (via Maqueda 157);
Casa Merlo (galleria di ceramiche artistiche siciliane) (c.so Vitt. Emanuele 231);
Centro d’Arte Piana dei Colli di Villa Alliata Cardillo (via Faraone 2);
Museo di Zoologia P. Doderlein (via Archirafi 16);
Chiesa di Sant’Aniano (Via Gesù e Maria al Papireto 8);
Museo di Mineralogia (via Archirafi 36).
Grazie a un relativo comunicato ufficiale, sappiamo per certo che parteciperà all’evento anche il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino (via Butera 1).
Speriamo vivamente che riescano ad aderire anche altre strutture palermitane, come il Museo Archeologico Regionale Salinas, la Galleria d’Arte Moderna, il Palazzo Abatellis, lo Steri o alcune delle splendide chiese cittadine, talvolta ignorate perfino da chi vi abita a due passi.





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CULTURA
15 maggio 2012
Minosse e la 'Gurfa' di Alia (PA): il fascino della scoperta
L’eccezionalità di un sito nel cuore della Sicilia sicana sta sempre più attirando l’attenzione di studiosi e appassionati dell’antico. Uno di questi, studioso e appassionato insieme, è l’architetto e professore di storia dell’arte Carmelo Montagna, che si è dedicato e continua a dedicarsi all’analisi della cosiddetta Gurfa di Alia, un sistema di camere più o meno ampie scavate in quell’arenaria che caratterizza l’intero paesaggio quest’area della provincia di Palermo.
Fino a tempi recenti, in molti hanno ipotizzato si trattasse di rifugi trogloditici dell’Età del Bronzo siciliana, adoperati successivamente come stalle e ricovero di animali. Il termine gurfa indica principalmente uno spazio chiuso da pareti e soffitto roccioso, naturale o scavato artificialmente, come una grotta, una spelonca. Gli spazi della struttura presente ad Alia sono sicuramente artificiali, ma non solo: si tratta di qualcosa di grandioso, di insolito, accostabile ad altre grandi scoperte di analoghe strutture a Micene (il cosiddetto Tesoro di Atreo, individuato come la tomba di Agamennone) o a Orchomenos (il leggendario Tesoro di Minyas). Ciò lascia ipotizzare che quello siciliano sia un vero e proprio mausoleo costruito per una personalità tra le più importanti del Mediterraneo, di fattura addirittura precedente all’edificazione delle analoghe strutture citate di Micene e Orchomenos. Si parla infatti sì del Secondo Millennio a.C., ma con più probabilità del XVII secolo a.C. circa, periodo anteriore di circa 200-300 anni alla datazione effettuata per il Tesoro di Atreo o quello di Minyas, dato che l’influenza architettonica sembra poter essere accostata a quella minoica, la cui civiltà generatrice trovò la sua rovina con l’esplosione del vulcano Thera-Santorini, attorno al 1613 a.C.
Chi potrebbe essere stata la personalità lì sepolta? Nella Saga di Minosse ricostruita sui racconti di Erodoto e Diodoro Siculo si parla della fuga di Dedalo dal labirinto di Cnosso a causa dell’ira del re, dato che lo stesso Dedalo avrebbe favorito il rapporto amoroso tra la regina Pasifae e il Minotauro. Si narra che Il famoso architetto sarebbe così fuggito dalla corte di Minosse verso quella di Kokalos, re dei Sicani. Il re cretese, nell’intenzione di catturare Dedalo, lo avrebbe seguito fino in Sicilia, dove trovò la morte in un attentato durante un bagno. Le fonti parlano di sontuose cerimonie funebri e di una sepoltura straordinaria costruita proprio da Dedalo, degna di una personalità del calibro di quella del re di Cnosso, successivamente distrutta e depredata solo nel 480 a.C. circa da Terone, tiranno di Agrigento, forse per finanziare la guerra ad Himera e costruire i templi agrigentini.
Andando alla disposizione delle camere della Gurfa, esse si presentano collocate su due piani principali: quello superiore è stato individuato come uno spazio sacrale di fruizione pubblica, ovvero un tempio-santuario dedicato alla dèa Afrodite; il piano inferiore era occupato dalla camera funeraria vera e propria, con una stanza più piccola comunicante con il piano superiore tramite un cunicolo verticale (che serviva probabilmente per i riti iniziatici della Catabasi, riguardanti culti oracolari aventi a che fare con una discesa simbolica nel regno dei morti), e la cosiddetta tholos, un ampio spazio sormontato da una grande volta oculata, predisposta a far entrare un fascio di luce solare o lunare che, in determinati periodi annuali o addirittura diciottennali, avrebbe illuminato determinati punti della camera. È possibile osservare una volta con oculo anche a Roma, presso il Pantheon, che sorge dove Romolo sarebbe asceso al cielo, oltre che presso gli stessi Tesoro di Atreo e di Minyas o, secondo gli scritti omerici, nella sepoltura del compagno di Ulisse, Diomede (presso le isole Tremiti) o ancora dove il cretese Merione avrebbe portato e conservato le venerate armi di Ulisse (presso il santuario sicano delle Madri di Engyon). Sembra esservi dunque uno stretto collegamento tra la personalità commemorata o sepolta, per la sua fondamentale importanza politica e religiosa, e la presenza divina simboleggiata dal fascio luminoso proveniente dalla volta.
Per terminare, si può però sottolineare, con una certa prudenza, che quella che la personalità lì sepolta fosse Minosse può rivelarsi in ultimo come un’affascinante risposta, certamente indotta dai riferimenti agli scritti degli storiografi antichi. Ma di appurato sembra esserci soltanto il fatto che una tale costruzione sia stata messa in atto per una importantissima personalità, ovvero un Minos/Minosse inteso come ‘re di rango elevato’, probabile fondatore di una civiltà egeo-sicana.
E come non concludere questa veloce rassegna di affascinanti elementi descrittivi, tra archeologia, storia e mitologia, con la semplice presa d’atto che questa splendida Sicilia ci riservi e continuerà certamente a riservarci ancora delle sorprese di inaudita importanza, che speriamo possano avere un ritorno positivo in immagine, turismo e sempre maggiore attenzione scientifica da parte di esperti come Carmelo Montagna. A lui un plauso per le sue ricerche, grazie alle quali è stato elaborato, con non indifferenti necessità di sintesi, il presente articolo.

BIBLIOGRAFIA

Montagna C., Il Tesoro di Minos. L’architettura della Gurfa di Alia tra Preistoria e Misteri, Officina di Studi Medievali, Palermo, 2011










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CULTURA
15 maggio 2012
Oggi, festa dell'Autonomia Siciliana?
La Regione è 'Siciliana', non 'Sicilia': iniziamo da questo. All'interno della Costituzione italiana non esiste, infatti, alcuna 'Regione Sicilia' ma solo la 'Regione Siciliana', e adoperarne male la dicitura potrebbe implicare il citare qualcosa che non esiste. Perché 'Siciliana' e non 'Sicilia'? Perché l'aggettivo e non il sostantivo? Se notiamo, nessun'altra regione italiana ha questa stessa caratteristica: non diciamo, infatti, 'Regione Lombarda', 'Regione Piemontese' o 'Regione Calabrese', ma 'Regione Piemonte', 'Regione Lombardia' e 'Regione Calabria'; come non usiamo l'aggettivo neanche per le altre regioni a Statuto Speciale come la Regione Trentino, la Regione Sardegna o la Regione Valle d'Aosta. Allora cosa c'è di particolare nella dicitura 'Regione Siciliana'? Semplice: lo Statuto stesso, ancor più particolare di ogni altro in Italia, perfino conquistato in seguito ad una lotta armata. Esso è infatti l'unico Statuto Speciale d'Italia a non essere stato 'concesso' ad una regione solo perché considerata di confine, ma perché nell'immediato dopoguerra (anni '40 del XX secolo) si verificò in Sicilia lo scoppio dell'ideologia separatista, grazie alla quale ebbe luogo una vera e propria guerra civile. Lo Statuto Siciliano è il compromesso che permise alla Sicilia di rimanere 'italiana', sebbene con un'ampia autonomia regionale che rasenta l'indipendenza vera e propria. Ancora oggi, nel 2012, attendiamo che questa autonomia, ratificata dalla Costituzione italiana e sua parte integrante, venga attuata. Proprio per il suo far parte della Costituzione nazionale, l'inattuazione statutaria è INCOSTITUZIONALE... ed è per questo che c'è poco da festeggiare...





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letteratura
15 maggio 2012
Presentazione libro "Lettere dal carcere"
L'evento ci è stato segnalato da Rita Elia e sarà curato dall'associazione culturale Termini d'Arte, col patrocinio dell'Assessorato Comunale alla Cultura di Termini Imerese (PA).

Giovedi 17 maggio, presso la Pinacoteca del Museo Civico a Termini Imerese, avverrà la presentazione del libro Lettere dal carcere. Non sempre la legge è uguale per tutti, di Enrico D'angelo.
Vi saranno i saluti del sindaco, Dott. Salvatore Burrafato e dell'Ass.re alla Cultura, Dott.ssa Angela Campagna; parteciperanno la Prof.ssa Carmen Cera (responsabile del Gruppo Amnesty International) e l'Avv. Carmelo Pace (Presidente dell'Ordine degli Avvocati). Coordina la stessa Rita Elia, presidente dell'associazione Termini d'Arte.
Brani del libro saranno letti da Federica La Placa e Filippo Bova, del laboratorio teatrale dell'I.I.S.S. N. Palmeri
Sarà presente l'Autore.

Sullo sfondo di un paese tiranneggiato da un Regime che condiziona l'esistenza della povera gente e l'operato di una magistratura succube e corrotta, si compie il destino di una umile ragazza del popolo, travolta dagli eventi tra disperazione, speranza e angoscia. La corrispondenza tra Anciluzza e Rosolino dura poco più di un anno; lei, dal carcere, scrive lettere cariche di smarrimento, pagine rubate alla solitudine e al silenzio, in cui pare crescere giorno dopo giorno, nell'uso della lingua come nella persona, maturando pensieri sempre più profondi e domande sempre più insistenti. Lo stile semplice, lineare e incisivo di Enrico D'Angelo ci porta indietro nel tempo, nel rigido provincialismo di una sicilia omertosa e ignorante, regalandoci una piccola storia di grande emozione.

(Programma e commento tratti dal relativo evento Facebook, al link http://www.facebook.com/events/354463534614646/)






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letteratura
13 maggio 2012
Asciuca, ventu
Asciuca, ventu, di l’arma la làcrima dannusa,
e làssati priari priatu di dàri a lu cori càuru,
smaniusu di canciari la sorti dunniusa.

Nnà ddà stratuzza ti talìu e ri tia nzonnu,
ntra li notti ca risettu un dannu pì la gioia di pinzàriti,
ciaurusa, comu di la primavera nghjornu.

Vita e vita runi,
manu di Ddiu Santu e mia frischizza,
ca lu chiànciri unn’abbasta pì ddàrisi raggiuni.

Occhi e vucca to’ lustru dunanu,
a li pinzera di nu pòviru ca cù ttia annìanu.




Enrico Benaglia, "Il richiamo del mare"



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BIO

Lorenzo Mercurio nasce a Palermo il 15 novembre 1978. Si trasferisce ad Acireale (CT) con la famiglia per un paio d'anni (1982-1983) a causa del lavoro di suo padre, per poi tornare a vivere stabilmente a Palermo. Dopo le scuole medie si iscrive all'Istituto Tecnico Statale per Geometri Filippo Parlatore, lo stesso di cui fu preside, alcuni decenni prima, il prof. Rosario La Duca. Consegue il diploma nell'estate 1998 e si iscrive alla Facoltà di Scienze Geologiche, che frequenterà solo per poco più di un anno. Assolve gli obblighi di leva svolgendo servizio di Obiettore di Coscienza presso l'Unione Italiana Ciechi di Palermo. Tornatagli la voglia di studiare e conoscere, si iscrive alla fine del 2002 al corso di laurea triennale in Beni Demoetnoantropologici alla Facoltà di Lettere di Palermo, con la ferma intenzione di portare a termine il percorso di studi scelto. Qui entra in contatto con studiosi di fama internazionale come Antonino Buttitta, Elsa Guggino, Giovanni Giuriati, Silvana Miceli, ma anche come Ignazio Emanuele Buttitta, Sergio Bonanzinga o Fatima Giallombardo. Raggiunta la laurea triennale nel 2008, si iscrive immediatamente al corso di laurea specialistico in Antropologia Culturale ed Etnologia, conseguendo la laurea magistrale nel 2010 con la votazione di 110 su 110 e la lode. 

Al momento svolge mansioni di grafico, docente di laboratorio storico-culturale, collaboratore di un'agenzia turistica e cantante. Conta delle collaborazioni con associazioni culturali come la Termini d'Arte di Termini Imerese.

Si interessa di studi simbologici, in particolare di simbologia storica siciliana.

E' anche poeta, scrittore e saggista. Non esclude un possibile tentativo futuro di pubblicare editorialmente dei propri lavori.
 


Lavori foto & grafici di LORENZO MERCURIO